Cosa vedere a Copenhagen in 3 giorni

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3 giorni a Copenhagen

Sarà capitato sicuramente anche a te, almeno una volta nella vita, di ricevere quelle notizie che ti cambiano completamente la giornata! Avrai già capito di che genere di notizie sto parlando, ecco.. per me Copenhagen è stata così, folgorante dal primo istante in cui ho saputo di partire 3 giorni nella città danese.

Come già ho raccontato spesso nei miei post travel: viaggiare mi fa sentire vivo, quindi non c’è niente di meglio al mondo che farei (a parte mangiare 😁), anche quando sono raffreddatissimo e febbrile io parto lo stesso! Come era già accaduto a maggio scorso per Vienna!

L’avventura per Copenhagen è iniziata insieme ai miei due colleghi nonché amici, Daniele Vergari e David Pinto, con cui abbiamo riso, scherzato e smadonnato quando non capivamo le direzioni della metro, perché fidatevi erano davvero difficoltose da capire, lo scoprirete 😄 ma nulla di impossibile.

Partenza alle ore 7:20 da Fiumicino con 3 ore di sonno e tanti danni accidentali da 80enne, ma in realtà era solo un raffreddore latente che poi è scoppiato durante il viaggio e dura tutt’ora 😭

Atterriamo a Copenhagen alle 10 circa e ci avviamo verso il nostro mega hotel Absalon, per fortuna a due passi dalla stazione centrale, Hovedbanegård, davvero molto molto suggestiva. Dico per fortuna perché abbiamo passato quasi più tempo in stazione a spostarci prendendo treni a destra e sinistra, che in hotel 😄

La camera dell’hotel era praticamente simile a quella di un plastico, perfetta, avevo anche paura a disfare o toccare qualsiasi cosa. Però poi quando ho visto la facciata del palazzo di fronte sono rimasto così 😍 io che le facciate le amo, quelle nordiche le stra-amo! E poi che un selfie da teenager con la valigia Ayellowmark non te lo fai?! 😝

Lasciato i bagagli in camera ci siamo attrezzati di tanto desiderio di vedere il più possibile di Copenhagen in soli 3 giorni! Partendo dal secondo parco giochi più antico del mondo, Tivoli, che era a due passi dall’hotel.

Qui ci siamo ritrovati in una realtà parallela, improvvisamente sembrava di essere nel villaggio di Babbo Natale, mancavano solo gli aiutanti e le renne e poi veramente avrei iniziato a scrivere le letterine 📮 la mia faccia in questa foto non rende molto il mio stato d’animo, ma vi assicuro che era tutto bello! 🙃 Però una foto nello specchio distorto del secondo parco giochi più famoso del mondo ché non te la fai??

Dopo Tivoli ci siamo finalmente addentrati più nel centro cittadino, dove c’è il cosiddetto Nyhavn, nonché Naviglio, l’antico porto di Copenhagen nonostante il nome significhi “porto nuovo”. Qui i miei occhi sono rimasti aperti senza battere ciglio per un bel po’. Casette colorate, facciate stupende, barche, lucette, cafè, carretti con prodotti tipici e, soprattutto, l’acqua blu, tra l’altro davvero molto pulita, tanto da vedersi tutto il fondale.

Dopo il Nyhavn abbiamo proseguito sempre più verso il porto, dove c’è uno spazio più aperto e il vento gelido ci spazzava via piano piano, ma noi non lo percepivamo in quel momento, ma dopo sì ☃️

Ecco per riscaldarci facciamo una lunga sosta da Starbucks e riprendere la temperatura normale con una mega tazzone di caffè. E anche qui, ché una foto con Starbucks non te la fai? 😌 presumo si percepisca il momento dell’ustione dalle mie mani, ma vabbè ☕️ dovevo pur sbrinarle 😂

Il primo giorno abbiamo provato a recuperare le forze ricaricandoci e passando da una cena super veloce all’hotel in tempi record, troppi km addosso e troppe poche ore di sonno, quindi abbiamo optato per vivere Copenhagen i restanti giorni anziché farci trovare strascinanti per le vie della città 😂

È tempo di colazione danese e tante tante cose buone di primissima mattina.

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E poi subito un giro partendo dal centro cittadino.. sì, il centro è molto grande e Copenhagen sembra piccola, ma non lo è affatto, anzi è enorme. Ecco perché ci siamo creati un programma con le cose assolutamente da vedere in 3 giorni.

Sempre nel centro c’è Rundetårn, nonché la Torre Rotonda, salendo fino in cima (per 34,8 metri di simpatica salita elicoidale) si può vedere il quartiere latino della città dall’alto, si vedono la torre del municipio, la guglia con le code di drago della Borsa, la Vor Frelsers Kirke e molto altro, tra cui anche la Chiesa di Marmo, Frederiks Kirke, e cioè il grande cupolone.

Nella torre c’è anche una piccola parte interna dedicata a quello che era l’antico osservatorio astronomico, con una seggiola molto inquietante, ma affascinante come sempre.

Proseguiamo il nostro viaggio tra le vie della città, incrociando casettine e facciate stupende ovunque rivoltassi lo sguardo, davvero ovunque. Fotografando ogni angolo.

Arrivando in un parco che costeggiava il castello di Rosenborg, un’architettura rinascimentale, che lo conserva abbastanza intatto ai giorni nostri. Purtroppo non siamo riuscito a visitare l’interno, dove risiedeva la famiglia reale danese, il tempo è stato tiranno.

Prosegue il nostro viaggio nella città nordica e magica, ci avviamo verso uno dei simboli più famosi di Copenhagen, la tanto famosa Statua della Sirenetta, passando per la Cittadella di Kastellet, davvero molto suggestiva e abbastanza facile da raggiungere, sempre prestando molta attenzione a capire le direzioni delle metro, che a mio parere sono poco intuitive per uno che non è del posto.

Ovviamente nella cittadella di Kastellet ho trovato anche un po’ di Ayellowmark che, come ogni volta, riesco sempre a trovare in viaggio con me 💛

L’ultima chiesa che vedi in foto è la St. Alban’s Church, una chiesa anglicana situata nei pressi della Statua della Sirenetta. Di cui lo stile neogotico mi fa impazzire! 😍

Proseguendo verso il centro ci addentriamo di nuovo verso il porto, questa volta però dall’altra parte, verso il CC e cioè Copenhagen Contemporary, un’istituzione di arte e design che si impegna insieme ad altri enti esterni per creare un luogo di incontro e passatempo per persone di ogni età.

Qui è situato anche lo Street Food, nonché un padiglione che racchiude a sua volta numerosi chioschi e localini interni dove poter assaggiare ogni tipo di cibo a prezzi moderati, sempre nei limiti visto che Copenhagen è una città con un alto tenore di vita e un alto costo. Non ti dico quanta gente c’era e, soprattutto, la percentuale altissima di italiani, tanto da sembrare di stare in Italia 😂 e per la troppa confusione non sono nemmeno riuscito a scattare foto interne.

In cambio però ho una diapositiva di questi 7 o 8 folli che erano in barca a prendere la luce calda delle nuvole e del grigiore nordico, mentre noi sembravamo dei polaretti.

Non chiedermi il perché di questo, ma spero solo per loro che sia un’usanza tipica di gente folle che fa cose folli nella vita. O forse solo stupidaggine e voglia di apparire? Boh. Non è dato sapersi, ma non li invidiavo affatto.

Il nostro programma era molto vasto e denso e il tempo stringeva sempre più, soprattutto perché poi a Copenhagen, non so se lo sapevi, ma l’arco di tempo in cui la luce è alta, è davvero troppo poco. La mattina fino alle 10 sembrava sempre l’alba, proprio quando il sole ancora non sorge e intorno alle 15 il tempo già iniziava ad incupirsi. Aldilà del tempo, che è stato quasi sempre nuvoloso, ma la sensazione è stata di una città con poche ore di luce naturale.

Vabbè. Il tempo è poco, per cui corriamo subito verso l’acquario di Copenhagen, che ci pareva una valida alternativa da vedere quando fuori era già buio. E nell’attraversare il quartiere di Christianshavn, la parte di Copenhagen con l’atmosfera marittima, dove le casette si affacciano sui canali.

Qui è anche situata la famosa chiesa di cui ti ho parlato prima, quella che si vede dalla cima della Torre Rotonda, la Vor Frelsers Kirke.

Arrivati all’acquario, il Den Bla Planet, situato abbastanza in periferia, come spesso accade per queste strutture molto grandi, il mio primo quarto d’ora l’ho trascorso esattamente così:

Io che sono nato e cresciuto in una regione marina, avevo ritrovato il mio habitat naturale 😁🐟

Questi pesciolini mi hanno praticamente rapito e ipnotizzato perché ruotano in continuazione intorno all’asse centrale, e insieme alla luce blu psichedelico mi hanno completamente rintontito. Però un bello spettacolo.

Tutto il resto potete immaginarmi come un bambino che guardava squali martello e murene come un bambino stupito.

Concludiamo la serata andando a cenare in un posto vicino l’hotel, sempre perché i 20 km al giorno ce li facevamo bastare in qualche modo. E devo dire che, per essere un posto scoperto a caso, non è stato per niente male, anzi!

Nulla di esclusivo o tipico, però consigliato sicuramente. Un pasto chip, che dopo qualche ora in Copenhagen puoi apprezzare 💸💸💸 visto che di Kroner ne volano non poche 😂 Per fortuna che con Hype pagavo alla velocità della luce con il contactless, e anche senza commissioni! 

Dopo cena abbiamo fatto qualche giro per le vie più popolose di Copenhagen e devo dire che sono rimasto sconcertato nel vedere gente che, anche in pieno centro, faceva pipì nei luoghi più disparati e anche affollati. Sintomo che la feccia di una cittadina c’è sempre e ovunque, e non solo a Roma o Napoli o in altre città! Ovunque, anche nelle città col più alto tenore di vita.

Inizia l’ultimo giorno a Copenhagen, il terzo, quello in cui inizi a prende confidenza con le krn, quello in cui ragioni in kroner e non più in euro 😄 era domenica, e siamo partiti da un posto che ho fieramente scoperto io e di cui ne sono davvero felice. Perché? La risposta è semplice! Perché è un posto in cui si fondano bellezza di architettura, design, linee e colori che solo Ørestad poteva regalarmi, così si chiama il quartiere.

E qui l’ultimo quarto d’ora l’ho passato così:

Ad osservare e ammirare con gli occhi a cuoricino, questa perfezione e stravaganza di colore giallo, che sognavo ad occhi aperti, come solo Ayellowmark può fare in questi casi 💛

Finito il giro nel mio mondo fatto di design e perfezione, ritorniamo con l’ennesimo treno, in stazione centrale per proseguire la nostra fugace ricerca dei posti più belli da vedere e immortalare. Ma prima una sosta al Dunkin’ Donuts è d’obbligo per me! E anche per te, se sei un’amante delle ciambelle più famose del mondo 🍩

Avevo bisogno di una ricarica e di un po’ di zuccheri. Seppur nell’ultimo periodo ho cambiato alimentazione, ogni tanto uno sgarro ci sta e me lo sono concesso. E poi… il Dunkin’ Donuts mica lo vedo tutti i giorni?! 😍

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Il prossimo treno sta partendo verso uno zona dove risiede il Gemini Residence, un edificio residenziale privato situato sull’Islands Brygge, sempre perché io amo troppo il design non potevo farmi mancare questo posto scovato da Daniele. Purtroppo, però, è veramente privato ed essendo molto ambito da viaggiatori, fotografi, amanti di design ecc, probabilmente non saremo stati i primi a rompere i “maroni”, passami il termine, ai condomini avvistati durante l’ingresso o l’uscita del palazzo, che ci hanno assolutamente detto un “NO” grande quanto tutto il palazzo, senza troppe esitazioni!

Quindi se riesci a entrarci poi fammi sapere come hai fatto eh!? Che sono curioso 😂

L’unico pezzo interno che sono riuscito a fotografare dalla vetrata del portone esterno è questo qua sotto.

E anche la parte di sotto del palazzo, che fa capire qual è la struttura curva dell’edificio. Davvero spettacolare!

In cambio però abbiamo potuto approfittare di scoprire un’altra zona della città, quella dell’Islands Brygge, appunto, e incontrare altri 2personaggi in cerca d’autore” ahaha 😂

Dopo la zona molto fredda, se così vogliamo definirla, e un sogno distrutto: quello di fotografare il palazzo Gemini, ritorniamo in centro perché abbiamo scovato una via davvero molto molto graziosa e poi anche per altri giri, che adesso vedrai 🙃

Con delle facciate troppo belle, tipo questa blu scuro, con il mio numero preferito stampato sopra la porta, che ho visto solo dopo aver scattato la foto 😍 troppo bella e tanto nordica!

Proseguendo verso Christiansborg Castle, abbiamo potuto notare quanto l’acqua dei canali sia limpida. E dopo aver potuto vedere addirittura due bici sul fondo del canale, di cui una completamente arrugginita e una nuova di zecca, abbiamo notato anche questa “opera” un po’ inquietante che giaceva sul fondale.

Non so con esattezza se sia capitata lì per errore o invece è proprio un’installazione “marina” 😂 sta di fatto che questo ci ha fatto notare come l’acqua dei canali sia quasi pulita da farsi il bagno 😂 ahah ok no, forse il bagno no.

Arrivati al castello di Christiansborg, saliamo in cima al campanile, da dove c’è una vista a dir poco fantastica. È vero che l’attesa è stata di circa 20 minuti e abbiamo dovuto passare ai controlli, però ne è valsa la pena e te la stra-consiglio!

Quella che vedi subito di seguito è la vista interna del Castello, al tramonto. Quindi come vedi il sole in realtà esiste 🙃

Questa qui di seguito invece è la vista dall’esatto lato opposto, e cioè sulla città. A dir poco magnifica direi.

Da qui veramente si vede quasi tutta la città. C’era davvero tanto vento gelido, ho rischiato di congelarmi le mani per fotografare, quando a un certo punto non avevo più sensibilità, né stabilità nello scattare. Però direi che sono abbastanza soddisfatto di essermi regalato questo spettacolo. E per questo ringrazio anche Daniele e David che hanno insistito per fare la fila. Perché la mia pazienza era andata ormai a farsi un giro per i canali in battello! Cosa che poi abbiamo subito fatto anche noi 😂

Fino a ritornare al Nyhavn, il famoso Porto Nuovo e da qui proseguire nei meandri infiniti del centro addobbato con tutte le luci di Natale del mondo. Un’atmosfera troppo bella, tra bicchieri di vino caldo, il cosiddetto Gløgg, dal sapore molto molto dolce, quasi simile al succo d’uva, che però ti riscalda 🔥🍷

Le strade erano piene di gente, forse perché era anche Domenica, ma i turisti, soprattutto italiani, erano tantissimi. Nella folla una voce però mi ha praticamente folgorato, fermandomi ad ascoltarla e emozionarmi. Una ragazza con la sua chitarra, che è riuscita per la prima volta nella mia vita a donarle qualche kroner per la sua fantastica voce.

Prima di cena, abbiamo fatto un altro salto veloce a Tivoli, il parco giochi di sera è tutto illuminato ed è tutta un’altra atmosfera, ancora più bello rispetto al giorno.

Ora è tempo di salutare Copenhagen, e lo faccio con il sorriso nonostante il raffreddore e tutti gli acciacchi dei malanni fisici, perché ho visto una nuova città che mi ha fatto emozionare 😌

Grazie a VisitCopenhagen, che tra l’altro mi saluta con una splendida notizia, e cioè la foto scattata al palazzo Ayellowmark è stata selezionata per geo-mappare il quartiere sul sito cphpicks.com.

Concludo questo post con questa foto. Viaggiare è la terapia della vita che fa stare bene 💙

Potrebbe interessarti anche l’articolo di David Pinto dove racconta dal suo punto di vista il Weekend a Copenaghen.