Diventare Freelance: alcuni validi motivi per farlo

In Italia la situazione economica attuale la conosciamo entrambi, se ne parla tanto, fin troppo. Il tasso di disoccupazione (soprattutto giovanile) raggiunge da anni cifre molto alte.

Molti giovani sono confusi, non sanno se intraprendere la via dell’università, formazione, inseguire un proprio obiettivo, oppure imparare un’arte (e metterla da parte, come si dice).

Sono tanti anche i disoccupati oltre i 50 anni, che tutto d’un tratto si ritrovano senza lavoro, dapprima in cassa integrazione, lasciandoli con l’illusione che un domani si sblocchi la situazione, fino a quando dopo più di un anno capiscono che non c’è più speranza.

Le fasce over 50 di lavoratori/disoccupati altalenanti sono quasi come “carne da macello”, brutto a dirsi, ma in Italia sembra quasi che, una volta perduto il lavoro e sei sopra i 50, non vali più nulla.

Resta di fatto che anche i giovani soffrono molto questa crisi, forse più di tutti, ma questo non è dato saperlo. In ogni caso c’è quella piccola percentuale di persone che tenta il tutto per tutto e, rimboccandosi, le maniche decide di re-invetarsi, avviando una propria attività, che potrà essere produttiva come NON, dipende tutto dal sé.

Ovviamente avrai già capito dal titolo che in questo post cercherò di darti degli elementi utili per provare ad avviare la tua attività in proprio, e credere di più in te stesso e nelle tue passioni, cercando di valorizzarle. No, non sono la tua guida spirituale, ma voglio trasmettere la mia passione per il mondo freelancing.

 

Alcuni validi motivi

La vita del Freelance non è tutta rose è fiori, come scherzosamente descrive il mio collega Alessandro Pozzetti nel suo post su ApClick.it, ma è piena di pro e contro, come più volte ho descritto anch’io (anche in questo articolo).

Una cosa è certa, secondo la mia umile esperienza, il Freelancing può darti grandi soddisfazioni, talmente grandi che forse nessun’altra azienda potrebbe darti.

Ma perché dici questo Marko?”

Semplicemente per alcuni (importanti) motivi che possono sembrare banali, ma in realtà sono gli stessi motivi che mi hanno portato ad avviare la mia carriera da Freelancer.

punto-b  Innanzitutto, molte aziende (per fortuna non tutte) cercano di produrre profitto e per la maggior parte dei casi sfruttano le tue competenze a loro favore, per la maggior parte delle volte spremendoti come un limone e costringendoti ad affrontare un’enorme mole di lavoro in cambio di uno stipendio che non supera i 1.000 euro (spesso).

Quando poi, pensandoci, le tue competenze e le tue conoscenze che metti in pratica e a favore di altri (stando alle gerarchie) potrebbero essere sfruttate da te in prima persona per valorizzare il tuo lavoro, come nessun altro potrebbe fare all’infuori di te.

punto-b Secondo e non meno importante del primo, anzi, c’è la questione del proprio nome.

Hai mai pensato a quante volte il tuo sudato lavoro, effettuato all’interno di un’azienda, non emerga? Beh, è ora di pensarci!

Ad esempio se hai lavorato (o lavori) in un’agenzia di pubblicità, e ti affidano un’importante pubblicità, magari lavorando da copywriter, tu lavorerai duro su quello spot, ma probabilmente nessuno saprà che sei stato tu l’ideatore di quel testo pubblicitario di successo.

punto-b Infine, come già anticipato nel primo motivo, il fatto di lavorare e essere sottopagato non è certamente ciò che ti aspettavi dalla vita. Per cui, lavorare in proprio non è poi così male. Perché è vero che non sai mai quanto puoi guadagnare a fine mese (non avendo un fisso), ma è anche vero che puoi gestire il tuo tempo e, con i clienti giusti, decidere tu quanto guadagnare, perché sarai tu stesso a decidere quanto lavorerai.

Dipenderà dall’impegno che ci metterai anche nel trovare i tuoi clienti e, soprattutto, nel farti trovare.

 

Non è tutto rose e fiori, ma potrebbe diventarlo

Con questo post non voglio dimostrarti che la vita da Freelance sia facile, anzi, non è proprio così. Diciamo per nulla! È una vita che richiede sacrifici, tanti, come ogni altro lavoro che si rispetti.

Qui sei tu a decidere se fare di te stesso un brand (alcuni esempi di personal branding italiano che hanno avuto successo). Ovviamente tutto ciò dipende anche un po’ dal campo in cui intendi lavorare.

PS: ecco tutto ciò che c’è da sapere sulla Partita IVA nel regime dei minimi: agevolazioni, vantaggi, svantaggi, come aprirla, obblighi, requisiti.

Ma certamente una buona presenza e reputazione online unito ad una frequente e giusta attività sui social network aiuteranno molto a far crescere la tua brand awareness. E questo è fondamentale per la carriera del Freelance, perché facendosi conoscere si creano nuovi contatti, che porteranno altri contatti, come una catena.

Ricorda sempre che se lo vuoi veramente puoi farlo, niente è impossibile. Come dico sempre (non odiarmi se sono ripetitivo) ci vuole costanza, passione e determinazione. Se hai questi tre elementi nessuno potrà fermarti! 😉

E ovviamente non è mia intenzione denigrare il valore e il lavoro delle aziende, però non posso negare e nascondere il lato oscuro di determinate realtà , che purtroppo non fanno altro che sfruttare le risorse umane. Creando uno dei tanti fenomeni come ad esempio il tanto citato stage non retribuito. Così facendo non fanno altro che alimentare ancora di più il malcontento dei giovani e scoraggiare il loro futuro.

Se ti va lascia un commento qui sotto e fammi sapere cosa ne pensi a riguardo. Sarebbe molto interessante conoscere il tuo punto di vista e scambiare qualche parere, magari anche contrastante. Il confronto è fondamentale per crescere e maturare le proprie esperienze. E siamo qui anche per questo. 🙂

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