Oliver Astrologo: quando talento e social si fondono

Come probabilmente già saprai, per quanto te ne ho parlato, Instagram è molto più di un social, visual social o qualsiasi altra definizione gli si voglio affibbiare. Per me Instagram è un super social, ma dove la parola “Social” si consuma completamente e ne esplica tutto il suo senso!

Ok Marko, ma che stai a di’?” – Hai ragione, forse sto usando troppi termini, ma mi premeva far capire che grazie a Instagram ho conosciuto tantissime persone, oltre ché virtualmente, soprattutto fisicamente, quindi in carne e ossa. Dietro ogni profilo di Instagram ci sono persone vere e questa è una cosa bellissima! 🙂

Probabilmente dal titolo avrai già capito di chi sto parlando e senz’altro lo conoscerai già per il suo capolavoro dedicato alla città eterna, Roma. Un video che ha fatto praticamente il giro del mondo e appariva piacevolmente in loop sui feed dei nostri social.

Il suo nome è Oliver Astrologo, ed è una delle prime persone conosciute, qui a Roma, grazie a Instagram e senz’altro una di quelle che reputo più brave e professionali a livello fotografico, da sempre!

Oliver Astrologo

In questo post oltre a far conoscere Oliver (per chi già non lo conoscesse, pochi…) attraverso alcune domande, a cui lui gentilmente si è prestato a rispondere, voglio addentrarmi in una mia personale analisi “Social/Business”, definiamola così, dopo ne capirai il perché.

Conosciamolo un po’ meglio…

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Molti pensano sia uno pseudonimo, in realtà mi chiamo proprio così… Ho cominciato alla tenera età di 12 anni, i miei mi avevano regalato una macchina Polaroid, probabilmente è li che ho cominciato ad apprezzare il formato quadrato!

Durante gli anni del liceo ho iniziato a frequentare un corso di fotografia, al tempo avevo una Reflex 35mm con la quale ho acquisito la tecnica. Oggi quando posso scatto ancora in pellicola custodisco gelosamente una collezione di macchine “vintage” 🙂

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La fotografia è parte del video, pensate ai film di Wes Anderson o i video di Michel Gondry, ogni scena è studiata perfettamente come se fosse una “foto”, tuttavia passare al video making è una sorta di evoluzione, una foto sola può raccontare una storia, per raccontare una storia con un video ci vuole molto più impegno, senza considerare il montaggio, il sound design, sono una parte di lavoro fondamentale per una buona riuscita.

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Forse il Vietnam… era un paese nuovo per me, non ero mai stato lì, tante scene sono state girate d’istinto e in quei fotogrammi si percepisce l’entusiasmo e l’innamoramento che ho provato per quei luoghi.

Anche Roma è nel mio cuore, tuttavia essendo la mia città natale, la conosco, ho dovuto fare una sorta di “reset” e cominciare a girarla come se fosse la prima volta.

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Molte… A partire da una collaborazione con il Comitato di Roma 2024, passando per diverse case di produzione video, operatori del turismo, aziende di moda, sino ad un colosso come Google che mi ha coinvolto su un progetto legato a Roma!

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Indubbiamente devo il mio successo ai social e sono certo della loro importanza. Discutevo qualche giorno fa con una cara amica fotografa, lei era dubbiosa sul fatto di pubblicare i suoi lavori sui social network, temeva che qualcuno potesse “rubare” i suoi scatti.

Ho cercato di farle capire che più le sue foto “girano” meglio è… Ad esempio: se un domani un amico condividesse una immagine di Alessio Albi (un fotografo per cui nutro molta stima), lo riconoscerei immediatamente per il suo stile unico e caratteristico.

E non ci sarebbe nemmeno un mancato guadagno, chi vi ruba una foto non avrebbe mai considerato l’alternativa di comprarla. A differenza di un brand importante che raramente rischierebbe di rovinarsi la reputazione (soprattutto a livello social) per rubare la vostra foto preferita!


 

Ora ti invito a perderti nei capolavori fotografici di Oliver Astrologo. Sono solo alcuni dei tantissimi lavori che potrai vedere nel suo profilo Instagram o su Facebook. Questi sono tra i miei preferiti:


 

social-network-analysis

Nella mia opinione, rispetto all’effetto che hanno avuto i social nel caso di Oliver, vorrei sottolineare quanto sia stato fondamentale creare un prodotto di alta qualità e quanto la viralità social possa influire sull’aspetto professionale di un’artista.

Ovvio che non c’è nulla di nuovo in questo, o almeno non per tutti, ma per chi ancora si pone con un accento di estrema diffidenza verso quelli che sono i “nuovi” mezzi di comunicazione, nonché i social network, sì.

Alcune aziende si stanno rendendo conto dell’importanza dei social e cercano di essere presenti su tutti, spesso usando dinamiche completamente sbagliate e confusionarie rispetto al social utilizzato, spesso invece cavalcando in modo arguto l’onda del social più in crescita, sfruttandolo quasi fino a consumarlo. Riuscendoci anche.

Nel caso di Oliver, il giro web che ha fatto il suo ultimo lavoro su Roma è riuscito a creare intorno a sé un alone di “popolarità” (stra-meritato) che gli ha permesso di farsi conoscere a nomi importanti, quale Google o al comitato di Roma stesso, ricevendo riconoscimenti e nuove commissioni lavorative.

Tutto ciò per dimostrare ancora una volta quanto la presenza sui social non sia un fattore poco importante, come spesso si vuole far credere… che “stare sui social” non significa esattamente “fare delle cose al computer”, come spesso sento dire dai parenti quando provano a descrivere il mio lavoro o come sento dire da tanti altri colleghi.

I social sono un mezzo di comunicazione che sta crescendo sempre più e sta cambiando anche il mondo del recruitment. Spesso negli annunci di lavoro non leggo più “allegare CV formato Europass” perché alcune realtà si stanno innovando (per fortuna), stanno capendo che la creatività nel sentirsi liberi di esprimere le proprie competenze e capacità è il primo passo per far sentire un candidato a suo agio. Ecco perché a volte il formato Europass è espressamente NON richiesto, né accettato, perché distrugge la libertà e rappresenta in chilometriche righe di testo solo teoria.

Sfruttiamo i social per far vedere quello che sappiamo fare e non quello che sappiamo e basta!