3 casi italiani di personal branding: le potenzialità dei social network

La scorsa settimana io e la mia collega Carmina Sacco abbiamo esaminato alcuni brand che sono riusciti a creare engagement e popolarità attorno a loro, riuscendo a incrementare i fan sulle loro pagine social, ma anche i loro ricavi in termini di vendite.

I 5 casi di successo sui social network hanno, dunque, suscitato molto interesse e non nego che hanno acceso dibattiti e affermazioni che mi hanno portato a dare una risposta a chi di fatto ha evidenziato la vasta possibilità economica che le multinazionali possono avere rispetto alle PMI o singoli.

A questo proposito la questione è stata:

“Io che non sono un’azienda con un alto capitale da investire in inserzioni pubblicitarie e varie strategie di marketing a pagamento, come faccio a farmi conoscere? E se invece non vendo dei prodotti, ma voglio far conoscere me stesso come brand come devo fare non avendo un’ampia possibilità economica?”.

Messa così forse può risultare un po’ lunga come questione, ma ovviamente la risposta è molto semplice e l’ho voluta integrare in questo post, in cui ho esaminato 3 casi italiani di personal branding di persone “comuni” che ce l’hanno fatta grazie alla potenza dei social network e tanta costanza e impegno (elementi essenziali per il successo).

Ho cercato di presentare alcuni casi tra quelli a me più vicini (in termini di argomenti). Ovviamente non entrerò nei dettagli per ovvi motivi, ma cercherò di dare una visione più completa possibile su come si può fare personal branding anche non essendo una multinazionale e, soprattutto, per chi non ha prodotti da vendere.

 

Caso Clio Make Up

Non sono un appassionato di Make Up, né di trucchi e cose varie, ma resta il fatto che quello di Clio Make Up (secondo me) è uno dei migliori casi di personal branding italiani di successo.

Sicuramente conoscerai la trasmissione televisiva in onda su Real Time in cui troviamo la giovane Clio che dà consigli su vari stili di trucco e suggerimenti adatti per ogni occasione. Un po’ tutti conosceranno Clio, anche il target maschile avrà sentito parlare di questo fenomeno dilagante, tramite la sorella, la moglie, la cognata ecc, insomma per vie (anche) forzate 😀

In ogni caso basta essere attivo sui social e nel mondo web per sapere chi è Clio.

Clio Make Up ha dei numeri pazzeschi di fan, sulla sua pagina Facebook la cifra si aggira intorno ai 1.805.018 costantemente in crescita.

La storia di Clio non è un segreto. È una ragazza semplice, come tante, che ha saputo cogliere sin da subito le potenzialità dei social network. Ha studiato make up a New York e ha cominciato a far conoscere le sue doti online. Come? Grazie a YouTube, trasformandolo in una sorta di mini canale TV per tutte le appassionate (il target di riferimento è principalmente femminile).

Clio ha saputo mettere le sue competenze alla portata di tutti, condividendo tutto ciò che imparava sul make up. In questo modo è riuscita a crearsi un pubblico vasto, di gente che la seguiva e aspettava i nuovi video tutorial su quale trucco utilizzare per varie situazioni.

Ha saputo anche coinvolgere il suo pubblico, attraverso domande e commenti. Ha saputo ascoltarlo e soddisfarlo, mirando a creare dei contenuti (in questo caso video) che potessero soddisfare le esigenze del suo target.

Così facendo è riuscita a valorizzare le sue competenze, il suo pubblico si sentiva ascoltato e compreso, soddisfatto e quindi continuava a seguirla e incrementava anche il passaparola.

Ha creato la sua pagina Facebook, ben curata nei dettagli, come se fosse il suo spazio adibito ad accogliere i suoi fan nel modo più piacevole possibile, per aiutare a rafforzare la brand awareness e costruire la sua brand identity.

Caso Clio Make Up

Con l’ottima reputazione online che si è costruita nel tempo, Clio, è riuscita a farsi notare da produzioni televisive che l’hanno fortemente richiesta per portarla alla conduzione di un suo personale programma, il tanto citato Clio Make Up. 

In questo modo il suo nome continua a crescere sempre di più. Viene associata la sua attività al nome, e la fedeltà del suo target accrescerà insieme a tutto il resto.

Costruire il tuo personal branding non vuol dire, però, forzare determinate strategie o leve di marketing particolari. Bisogna svolgere la propria attività giorno dopo giorno pensando sempre a soddisfare ciò che il tuo target cerca e rimanere il più possibili leali e veri. Anche perché il web prima o poi rivela sempre se un personaggio ci è o ci fa.

 

Caso Nima Benati

nima-benatiNima Benati, un nome e una garanzia. È riuscita a fare della fotografia un suo stile personale, farsi conoscere tramite le sue fotografie scattate a semplici ragazze, passando per modelle d’alta moda fino a raggiungere importanti campagne pubblicitarie, come Cruciani, Patrizia Pepe e altri importanti brand.

Insomma parliamo di una ragazza che si è fatta da sola. Classe ’92, lavora nel mondo della fashion photography da più di un anno ormai. Il suo successo è dovuto principalmente dalla sua bravura, ma anche dai social network.

Nima si è fatta conoscere per quello che è, una ragazza in gamba con le idee ben chiare e con tanta voglia di fare. Infatti, lei in molte interviste ha dichiarato di fare tutto da sola, dal trucco, al parrucco, allo styling, alla scenografia delle sue foto, fino ad occuparsi anche della post-produzione.

La sua pagina Facebook conta la bellezza di 191.126 fan anche qui in costante crescita. Da poco la pagina di Nima risulta verificata, cioè Facebook ha riconosciuto la pagina di Nima come ufficiale. Ciò non è poco rilevante in quanto il grande social offre questa possibilità a chi ha effettivamente una forte popolarità sul social.

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Le sue foto sono piene di colori. D’impatto quanto basta per essere ricordate e riconosciute come le foto di Nima Benati. Ha collaborato con alcune fashion blogger molto conosciute, come Chiara Ferragni, Chiara Biasi, ma anche il blogger Mariano Di Vaio, che contano (anche loro) migliaia di fan.

Insomma, questa giovane fotografa promette bene e ci ha saputo fare, utilizzando bene i social, raccontando la sua vita attraverso ogni singola foto. Descrivendo i momenti della sua vita creando nella gente l’interesse nel seguire la sua storia.

Perché alle persone piacciono le storie e Nima è stata brava a sapersi raccontare, grazie alle sue foto e alle sue competenze acquisite da autodidatta ha saputo dimostrare, ancora una volta, che volere è potere e che si può emergere se si ha talento e si crede in qualcosa.

 

Caso Scandellari
(Skande)

Riccardo Scandellari è conosciutissimo nel mondo dei Social Media, Web Marketing, Blogging e di tutto ciò che ruota intorno a questi concetti.

Probabilmente lo conosci già, ma per chi non lo conoscesse (forse nessuno) facciamo una breve panoramica su Riccardo Scandellari.

riccardo-scandellariEsperto di tecniche per l’indicizzazione e posizionamento dei contenuti, si occupa di progetti di comunicazione e diffusione di notizie attraverso network di quotidiani on-line, blog e social network. Collabora con diverse testate. È tra i fondatori della società Copie & Creativi snc nel 1997 e del marchio Moduscreandi. 

Fondatore e ideatore di estense.com il più seguito quotidiano on-line ferrarese. Direttore responsabile del quotidiano on-line di informazione tecnologica hwGadget.com. Gestisce il sito di Luciana Littizzetto da oltre 10 anni… e tantissimo altro ancora ci sarebbe da dire su Skande, così si chiama il suo blog.

Riccardo (o anche Skande) è un punto di riferimento per molti lavoratori del web, o gergalmente detti webcosi. Grazie alle sue competenze e alla sua umiltà e passione è riuscito a costruirsi una forte reputazione.

Il suo profilo Twitter conta più di 40.000 follower, e altrettanti fan per gli altri suoi profili social.

Ha da poco pubblicato il suo libro sul personal branding, intitolato “Fai di te stesso un brand” in cui spiega, a tutti coloro che vogliono conquistare visibilità online, le tecniche e le potenzialità intrinseche dei social network e come sfruttarli al massimo per acquisire brand awareness e migliorare la reputazione online.

I concetti di personal branding e web reputation sono sempre più fondamentali nella vita professionale. Oggi, ancora più di ieri, una regola fondamentale è: “non importa cosa vendi, ma la percezione che dai”.

 

Ecco alcuni consigli che ho estrapolato dalle mie esperienze e da ciò che ho esaminato in rete:

punto v raccontati, fotografa i momenti delle tue giornate (non tutti però 😀 ). Come dicevo prima, alla gente piace seguire le storie e, soprattutto, vedere belle foto. In questo modo aumenterai l’engagement con i tuoi clienti/visitatori/follower/fan

punto v condividi le tue passioni e le tue competenze. Non essere geloso delle tue conoscenze e competenze, mettile alla portata di tutti, trasmettile al tuo target, in questo modo verrai apprezzato per quello che fai e avrai la tua gratificazione che, (magari), un giorno potrà trasformarsi in vero e proprio lavoro

punto v sii attivo sui social sempre, cerca di rispondere ai commenti (positivi e negativi), alle email nel minor tempo possibile. Anche la velocità di risposta è segnale di professionalità a volte

punto v ricorda sempre di essere te stesso. Originalità, coerenza, unicità sono tutti elementi che ti porteranno valore e creeranno autorevolezza nella tua brand identity

 

Infine, ti consiglio di scaricare il Quaderno degli Esercizi dell’I.P.E.R. Formula di due esperti di personal branding, Enrico e Damiano di Sestyle.it.

Il download è gratuito! 

quaderno-gratuito-sestyle

 

 

Siamo arrivati alle conclusioni. Si sa che gli esempi italiani di casi di successo attraverso i social network e Internet sono davvero tanti. La lista diventerebbe un papiro se dovessi menzionarli tutti. Però c’è tanto da apprendere da ognuno di essi.

Sono storie evidenti di come si può fare personal branding e trasmettere le proprio competenze monetizzandole.

Fammi sapere cosa ne pensi di questi casi e se li conoscevi già (penso proprio di sì).

Se ti va dimmi pure la tua in un commento qui sotto, mi farebbe piacere aprire un confronto costruttivo, da cui poter scambiare idee e apprendere reciprocamente.

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